Socchiude la bocca. La apre un po’ di più dal lato sinistro, come in una innaturale smorfia; la solita bava di saliva gli scende dall’angolo. Non se ne accorge nemmeno. Anche così non respira bene, ma non riesce a rinunciare alla sensazione di rubare un po’ di aria al cielo. E’ inebriante. Quasi quanto starsene a guardarla. Oggi indossa una gonna scura, che le copre le ginocchia. Di sotto, spuntano due gambe sottili, coperte dallo spesso tessuto delle calze. Non vede i nodi delle vecchie ossa che le segnano, rendendole più simili a zampe di animali...
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