La scrittrice Tania Piazza è uscita con il suo nuovo lavoro che la vede in felice connubio con il fotografo Ivano Mercanzin – la recensione di Loredana Filoni per LF Magazine

Ricordi, sentimenti, passioni…pagine della nostra vita. Chi non possiede, in un angolo del proprio cuore e della mente, rimembranze del passato, del proprio cammino di vita… felici o tristi che siano. Immaginate ora, se a questo flashback mentale, poteste aggiungere una memoria fotografica vera e propria. Uno scatto che possa rendere indelebili i vostri momenti, unici ed indimenticabili. Se a questi, poi, aggiungete una sorta di piccolo diario narrato, tutto prende vita, anima, spessore.

E’ quanto ha realizzato, felicemente, la scrittrice Tania Piazza, in un vincente connubio con il fotografo Ivano Mercanzin. “L’anima fotografata” è il titolo di questo libro di centocinquanta pagine, Edito da Divinafollia, per la collana Fuorionda, uscito da qualche settimana.

Aprendolo, in ogni capitolo, si ammira sempre una fotografia, a far da complemento a piccoli racconti di vita. Nostalgia, sentimento, fragilità umana, disadattamento, talvolta drammi, sempre scritti con grande animo delicato e profondo. Storie che l’autrice, profonda e viscerale, ascolta giorno dopo giorno da inconsapevoli narratori… riuscendo a trasporle con una mirabile analisi soggettiva. Ogni racconto è una storia di vita, in ogni storia di vita possiamo ritrovarci, ‘incontrarci’, perché è vita autentica, priva di archetipi. Leggendo “L’anima fotografata”, devo confessarlo, mi sono emozionata varie volte, ma ho anche sorriso, riflettuto su accadimenti o persone che avrei potuto benissimo incontrare o aver vissuto in prima persona. I racconti ci parlano di sentimenti variegati, mai calcati, piuttosto dosati armonicamente in un modo che solo Tania Piazza conosce, riuscendo a conquistare il lettore.

Ivano Mercanzin, fa il resto. Ogni fotografia, osservandola, sembra anticipare quello che di lì a breve leggeremo. Così un uomo con il suo organetto, o un mare visto da una donna, un albero privo di foglie dominato dal sole, un palazzo grigio, una bimba su un’arida distesa, danno la vivida concezione di messaggi di speranza o solitudine, di rinascite o perdizioni… tutto parla e tace allo stesso tempo. Possiamo scegliere se esserne spettatori o protagonisti, in fondo anche nella vita funziona così. Anche scatti di suggestive città fanno da ‘leit motiv’ ai ventotto racconti: Venezia, Matera, Milano, Sirmione, Colonia, perfino New York.

Da grande estimatrice dell’arte fotografica, e chi mi legge sa bene quanto materiale fotografico io inserisca in LF, non posso che esprimere tutto il mio plauso a questa opera che ‘mancava’ tra gli scaffali della libreria. E’ bello poter avere testimonianza tangibile di quello che andiamo a leggere. L’anima racchiusa tra le righe esplode, si libra manifestamente, attraverso l’obiettivo del fotografo, in maniera tale da rendere questo libro un’opera completa di dettagli precisi che restano nell’immaginario come impronte indelebili.

E per riprendere il titolo di un precedente libro di Tania Piazza, “La cura delle parole”, lei è davvero maestra in questo… cura i dettagli del fraseggio, riuscendo a far rivivere i suoi personaggi e le loro vicende, legati attraverso un invisibile filo… all’anima fotografata.

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