“La Cura delle Parole”: Recensione di i-libri.com

“Tania Piazza è una grande manipolatrice di parole. Sin dalle prime pagine mostra una padronanza di scrittura che stordisce e affascina al tempo stesso, anche perché il romanzo, che segue due diverse storie intrecciate tra loro e che oscilla tra il presente e i ricordi, è di struttura complessa, badando più che agli eventi alla psicologia dei personaggi e allo studio delle loro anime.

“La cura delle parole” è infatti la storia di due anime. Elsa, proprietaria di una libreria, ha un marito che la ama ma la soffoca; apparentemente è una donna realizzata però il cruccio che le danna l’esistenza è la mancanza di un figlio generato dal suo utero anziché, come per le cose che scrive, solo dalle sue cellule cerebrali. Gabriele, più giovane di lei, ha un lavoro, una bella casa e una bella classica famiglia con moglie e due figli, ma si porta dentro troppe situazioni irrisolte.

L’incontro tra i due sembrerebbe posititvo per le loro anime in pena mentre porta con sé solo fraintendimenti e dolore.

La scrittrice accompagna il lettore fino alla conclusione, lasciandolo però “libero” (secondo lo stile ereditato dai grandi della letteratura del Novecento, da Henry James a Italo Svevo. Vedasi il rapporto controverso tra Gabriele e suo padre, che ricorda la relazione tra Zeno e il suo genitore).

Il pathos è crescente fino alla catarsi conclusiva; il desiderio di risolvere le angosce dei due protagonisti può paragonarsi all’ansia che vive un lettore di gialli in attesa di conoscere l’identità dell’assassino.

Una bella prova di scrittura, un romanzo originale, mai piatto, che va letto tutto d’un fiato e poi riguardato per comprendere meglio e giustificare i bisogni  dei due personaggi centrali della vicenda.”

Francesca Barile per i-libri.com

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