Ivano Mercanzin e la sua lettura di “Com’è bella la nebbia quando cade”

Un libro che ti incolla fin dalle prime pagine, e non per lo scorrere del sangue o per scoprire l’assassino, ma perché ti accorgi dello scorrere delle tue emozioni fin nel profondo e scopri chi sei attraverso le sue pagine.
Una scrittura d’altri tempi, mai sincopata o greve al contrario lieve e quasi sussurrata ma a volte tagliente come un bisturi, poesia tra le righe che ti avvolge e ti stritola a volte come spire.
Insomma da staccare telefonini tv e isolarsi totalmente per immergersi nell’atmosfera di Tania Piazza e dei suoi personaggi.

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