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“Fammi il piacere di stare bene”, fotografia di Ivano Mercanzin
Ho un amico gatto, che viene quando accendo la radio. Credo riconosca il leggero fruscio che le mie dita producono sulla plastica nel momento in cui giro la manopola. Non so di preciso da dove arrivi, né quanto spazio debba percorrere per giungere fino a qui; quello che so è che ogni fottuta volta che la tua voce esce da quell’arnese, lui arriva. Dovrebbe essere una gatta, per via dei colori del pelo; me l’ha insegnato anni fa un veterinario che ho conosciuto in paese: fino a due colori maschio o femmina, da tre colori...
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“IL FOTOGRAFO NELLA FUCINA DELL’ARTE”, foto di Ivano Mercanzin
E’ come un vento, l’occhio del fotografo. Con ali grandi, che gli permettono di passare in silenzio, non visto, sopra alle cose. Me lo immagino, Ivano, quel giorno, prima di iniziare gli scatti, mentre si prepara con cura, guidato dall’istinto; indossa un lungo mantello invisibile, toglie le scarpe, si tappa la bocca con del nastro adesivo e, con lo stesso, fissa gli occhi, perché rimangano ben spalancati: deve sembrare un’ombra, mentre si muove e i suoi passi non devono lasciar traccia. Lo stupore che ancora non conosce non deve fargli emettere suono, e la sua vista...
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“JUST SMILE (chronicles by an alien)”, FOTO DI IVANO MERCANZIN
Salgo a Queensbridge, stasera. Non c’è coda, incredibilmente, e tutte queste solitudini risaltano di più, così. Come l’uomo che nemmeno si volta a guardarmi, quando il mio album lo sfiora sulla gamba, dove forse il velluto dei pantaloni diventa quasi una corazza invisibile per difendersi. Non sarà facile disegnarla, quella, ma la sua faccia mi piace, nonostante il profilo un po’ rigido. Forse è proprio evitando gli sguardi che le anime si incontrano meglio. La sua mano si muove agile, staccata dalla fissità di tutto il corpo. Va a proteggersi il viso, quasi avesse percepito...
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