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“IL FOTOGRAFO NELLA FUCINA DELL’ARTE”, foto di Ivano Mercanzin
E’ come un vento, l’occhio del fotografo. Con ali grandi, che gli permettono di passare in silenzio, non visto, sopra alle cose. Me lo immagino, Ivano, quel giorno, prima di iniziare gli scatti, mentre si prepara con cura, guidato dall’istinto; indossa un lungo mantello invisibile, toglie le scarpe, si tappa la bocca con del nastro adesivo e, con lo stesso, fissa gli occhi, perché rimangano ben spalancati: deve sembrare un’ombra, mentre si muove e i suoi passi non devono lasciar traccia. Lo stupore che ancora non conosce non deve fargli emettere suono, e la sua vista...
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“JUST SMILE (chronicles by an alien)”, FOTO DI IVANO MERCANZIN
Salgo a Queensbridge, stasera. Non c’è coda, incredibilmente, e tutte queste solitudini risaltano di più, così. Come l’uomo che nemmeno si volta a guardarmi, quando il mio album lo sfiora sulla gamba, dove forse il velluto dei pantaloni diventa quasi una corazza invisibile per difendersi. Non sarà facile disegnarla, quella, ma la sua faccia mi piace, nonostante il profilo un po’ rigido. Forse è proprio evitando gli sguardi che le anime si incontrano meglio. La sua mano si muove agile, staccata dalla fissità di tutto il corpo. Va a proteggersi il viso, quasi avesse percepito...
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“Vapore”, foto di Ivano Mercanzin
Le parole mi sono sempre uscite a fatica; a volte, quando ero giovane, sceglievano vie alternative e più facili e si trasformavano in azioni. Altre volte, rimanevano pietrificate e non andavano da nessuna parte. Da adolescente, il mio corpo era cambiato in fretta. In poco tempo, mi ero ritrovata a dover fare i conti con gli sguardi degli uomini: mi sentivo vulnerabile e impreparata, e spesso piangevo di nascosto, senza mai confidarmi con nessuno. Allora, per difendermi, avevo preso a comportarmi come non ero, in maniera spesso ruvida o prepotente, in contrapposizione con il mio aspetto...
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