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“QUATTRO CHIACCHIERE CON L’AUTORE”, L’INTERVISTA DI LIBEROVOLO
L’appuntamento di questa settimana con la rubrica Quattro chiacchiere con l’autore ci porta alla scoperta di due artisti molto diversi tra loro in fatto di arte e attività, ma che hanno saputo unire le loro doti e dare vita al book L’anima fotografata, un progetto particolare e di grande impatto, sia visivo che letterario. Un libro che unisce immagini e racconti. Lei, Tania Piazza, è scrittrice, volto noto di LiberoVolo e autrice de La cura delle parole e Com’è bella la nebbia quando cade; lui, poeta e fotografo montecchiano giramondo, da Venezia a New York.
  Innanzi tutto, grazie mille ad entrambi per...
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La scrittrice Tania Piazza è uscita con il suo nuovo lavoro che la vede in felice connubio con il fotografo Ivano Mercanzin – la recensione di Loredana Filoni per LF Magazine
Ricordi, sentimenti, passioni…pagine della nostra vita. Chi non possiede, in un angolo del proprio cuore e della mente, rimembranze del passato, del proprio cammino di vita… felici o tristi che siano. Immaginate ora, se a questo flashback mentale, poteste aggiungere una memoria fotografica vera e propria. Uno scatto che possa rendere indelebili i vostri momenti, unici ed indimenticabili. Se a questi, poi, aggiungete una sorta di piccolo diario narrato, tutto prende vita, anima, spessore. E’ quanto ha realizzato, felicemente, la scrittrice Tania Piazza, in un vincente connubio con il fotografo Ivano Mercanzin. “L’anima fotografata” è il...
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CHARLOTTENBURG CAFE’ – foto di FRANCESCO MERENDA
E quando ti raccontavo i sogni con foga, la mattina appena svegli? Che ne è stato di quel tempo? Mi alzavo con l’urgenza di descriverteli, quei momenti a colori. Ricordavo in particolare come fossero vividi e accesi, a volte, quei toni, e facevo di tutto per scovare le parole che più si avvicinavano al loro splendore, perché volevo portarti dentro. Dentro di me. Solo dopo avermi ascoltata con attenzione, tu andavi nel tuo studio e tiravi fuori il necessario. Una tela, la cui dimensione dipendeva dalla lunghezza del sogno; i colori, e te ne bastavano...
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